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Speciale sabato - Amici in piazza Aprile 21, 2008

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Nello scenario di una Piazza del Popolo inondata di sole e di pubblico entusiasta si alza per la prima volta il sipario sui protagonisti di “Amici”, l’atmosfera è quella dei “concertoni” che la storica, splendida Piazza ha già più volte avuto modo di ospitare; presentati da Luca e Chicco salgono subito sul palco i ragazzi giunti alla fase finale del programma, tranne i quattro finalisti; entusiasmo alle stelle per i giovani che stipano la grande piazza e si accalcano sotto il palco per vedere più da vicino i loro beniamini

che eseguono la sigla “Uno su mille ce la fa”; quindi subito dopo “salgono in cattedra” anche una nutrita rappresentanza dei professori: Fioretta Mari, Paolo Asso, Grazia Di Michele, Fabrizio Palma, Luca Jurman (ovazione per lui), Garrison e Alessandra Celentano (per lei qualche fischio); poi la sigla iniziale del serale eseguita dai ballerini professionisti: Leon, Anbeta, Gianni, Maria, Franceschina e infine sale sul grande palco Maria che ha il suo daffare per coprire le grida di entusiasmo e annunciare l’ingresso

dei quattro finalisti: Francesco, Roberta, Pasqualino e Marco e il successivo riappacificamento e abbraccio tra Grazia e il vincitore che ha voluto pubblicamente chiederle scusa per qualche dichiarazione non proprio affettuosa scaturita dalla tensione sorta fra loro nei mesi scorsi.
Partono le esibizioni ed è Francesco a torso nudo ad aprirle ballando con Maria su ritmi latini, quindi tocca a Pasqualino che sa già come ci si comporta da star quando lascia che sia la marea di

ragazzi a cantare in coro il ritornello di “Parlami d’amore” e poi a gridare “Danzaa” in risposta a “Questa non è…” in occasione della piccola inevitabile imitazione di Iancu; Roberta prende il microfono per cantare “The best” e poi commenta in poche emozionate frasi la sua felicità per essere arrivata così “lontano”e sottolinea come questa di Piazza del Popolo sia forse la più forte tra tutte le belle emozioni vissute in questi mesi; arriva Marco tra le grida delle sue fans e non solo, molto emozionato il vincitore che, dopo un piccolo malinteso con Maria che aveva annunciato il brano di Venditti

“Ricordati di me” prende a cantare “Ogni volta” sulla base della prima; Maria scherza con il ragazzo

abbracciandolo e baciandolo e poi annuncia, senza tema di errore, il suo inedito “Per sempre” che Marco lascia cantare al pubblico in occasione del ritornello come aveva fatto Pasqualino poco prima.
Ballo di gruppo per tutti i ragazzi, cantanti compresi, quindi Pasqualino - Iancu presenta alla sua maniera il duo Susy - Giulia per un vivace e piacevole passo a tre con Leon; ancora Roberta con un classicissimo di Gloria Gaynor “I will survive” e poi una

divertente riproposizione di “You never can tell” da Pulp Fiction con protagonisti la Celentano e Francesco; Pasqualino trascina la folla e i compagni a ballare con “Living la vida loca” di Ricky Martin, Marco intona “Più bella cosa” di Ramazzotti, Antonino si dà da fare con l’hip-hop.
Maria, disco d’oro alla mano, chiama tutti i cantanti a riscuotere il meritato applauso per questo straordinario traguardo raggiunto, i ragazzi ringraziano anche gli autori dei brani e gli insegnanti che

hanno contribuito in maniera fondamentale per gli arrangiamenti: Vessicchio, Fabrizio, Perris; tocca quindi a Marta cantare “Dimmi come” e a Cassandra esibirsi in “Can take my heart of you”; poi una succulenta novità: Francesco affiancherà i ballerini professionisti nello spettacolo “Io ballo”, in questi giorni in giro per l’Italia, le date: Bari dal 2 al 4 Maggio, dal 7 al 10 a Bologna al Teatro delle celebrazioni, dal 14 al Nuovo Ciak di Milano, dal 21 al Teatro Brancaccio di Roma, e a suggello di questa bella notizia

Francesco aggiunge sorridendo: - voglio dire una cosa…la proposta me l’ha fatta Garrison…- sorrisi e applausi e, a proposito di “Io ballo” Franceschina, Claudia e Maria ci offrono un saggio della loro bravura con una coreografia tratta dallo spettacolo; continuano le esibizioni dei ragazzi sotto il sole di questo incerto Aprile romano: Giuseppe canta “Se io non avessi te”, intermezzo con Maria e Marco sul palco per due chiacchiere sul trionfo del ragazzo venuto dalla Sardegna, poi tocca a Simonetta che si

lancia nel Rock di “Satisfaction” degli Stones e a Maria Luigia in quello di “Gloria” di Umberto Tozzi in versione inglese; Fioretta presenta Marina che recita, canta e balla da “Chorus line” come una professionista, poi ancora Pasqualino, Roberta, Marco e le loro performance.
Gli autori Mauro e Luca ma non Chicco, dice sorridendo Maria, hanno pensato di fare un gioco prendendo spunto da una scena di “Grease” nella quale i professori dovevano esporre le proprie facce agli studenti che le avrebbero bersagliate, a loro scelta, con

delle torte alla panna…; vengono fatte entrare della sagome di cartone dietro le quali gli insegnanti si sistemeranno per ricevere questo non si sa quanto gradito omaggio…; dietro le tre sagome si sistemano Garrison, Fioretta e Alessandra, i primi due sanno di correre pochissimi rischi, visto anche chi si accinge al lancio: Antonino e Susy in primis, infatti Antonino centra con un lancio perfetto la Celentano che poi dimostra di essere molto sportiva, così come il ragazzo che si scusa con lei, si ride fino alle ultime

file in fondo alla piazza, specie dopo che anche Garrison viene centrato dal triplice lancio di Marco, Cassandra e Giuseppe…, Garrison a quel punto fa buon viso e ci fa anche merenda… Dopo le torte in faccia torna la musica con Pasqualino e “With or whitout you” e poi ancora “Uno su mille ce la fa” tutti insieme appassionatamente, fino ai saluti e ai ringraziamenti finali di Maria, che dà appuntamento per una prossima, emozionante avventura nella scuola di Cinecittà.

fonte: http://www.mariadefilippi.mediaset.it/amici/news/news_514.shtml

Da La Stampa.it Aprile 21, 2008

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Eccoli i ragazzi di «Amici», stipati uno all’altro, con il sole a picco e le urla che invadono piazza del Popolo. No, non è un concerto dei Beatles, le ragazze che si schiacciano alle transenne sono qui per Marco Carta e Pasqualino Maione che insieme agli altri alunni della scuola di Maria De Filippi, sul palco, si agitano e ringraziano con uno sguardo che dice: «Non può essere vero». E invece è vero, come sono veri i ragazzini che sono arrivati qui per loro - in ottantamila - una generazione sconosciuta, consacrata dal talent show, che è sfuggita fino ad ora alle analisi degli esperti. C’è Mara, arrivata da Tor Bella Monaca, ha scritto in faccia il nome del suo idolo, Marco Carta, il vincitore sardo, appunto: «Lo amooooooo», urla con le lacrime che le scendono sulle guance sciogliendo l’inchiostro. «Ho sempre votato per lui e odio Grazia Di Michele che lo voleva cacciare dalla scuola».

Perché insieme ai ragazzi protagonisti di questa reality-school sono gli insegnanti, una categoria appannata nella vita reale che dentro le aule di Cinecittà riacquista vita e credibilità. C’è la perfida Celentano che vuole solo ballerine esili e fisicamente compatibili con il plie. C’è la Di Michele che non tollera la poca costanza di Marco. O il terribile Anca che come Dracula morderebbe tutte le ballerine dalla caviglia grossa. Insomma professori appassionati e severi, tipologia estinta nei licei tradizionali. Cinzia, arriva da Grottaglie (Puglia), tanta strada per vedere da vicino Giuseppe, cantante, con il sorriso piacione stampato su una bella faccia, un po’ Albano, un po’ Tiziano Ferro, batte le mani e invita la folla: «Cantate con me». Miracolati da Maria De Filippi, ragazzi recuperati dalla televisione dopo che la scuola ufficiale, quella delle tabelline e della storia a memoria, li ha persi per strada. «Io aspetto di compiere 18 anni per provare a entrare ad Amici», spiega Mirko.

Il sogno del successo, della notorietà. O forse solo il sogno di una vita migliore. Provarci. «Chi entra lì ha una chance», dice Ginevra («ma mi chiamano tutti Ginni»), che si è tinta i capelli a strisce bionde e nere come Lucy, la Jessica Rabbit, dalla coscia forte. Ecco cosa è «Amici», la speranza di uscire dall’anonimato nonostante non si sia nati con il cognome o all’indirizzo giusto. Antonino da Palermo, ballerino, spiega: «La cosa che più mi fa vergognare è quando sono tra persone ricche». Cassandra da Firenze, operaia d’estate, commessa d’inverno. Giulia da piazza Armerina, con il sogno di andare a studiare in America. E poi c’è lui, Marco Carta, il vincitore, parrucchiere, orfano, con la voce graffiata di Baglioni e le vocali chiuse della sua terra. «Ho vinto grazie a mia madre che mi ha guardato dal cielo e a Luca Jurman che ha creduto in me e mi ha aiutato». Ancora un grazie a un professore da uno che la scuola non l’ha mai amata. Ma qui siamo ad Amici, ragazzi. «Anche quest’anno ci proverò, devo farcela…», spiega Stephanie («mia madre mi ha chiamato così perché vede sempre Beautiful»), ha tra le mani il cd «Ti brucia» (30mila copie in due settimane, già disco d’oro), con le canzoni dei ragazzi, le guance arrossate dalle lacrime e dal sole. Grida: «Roberta». E’ lei, la cantante precisetta e secchiona del gruppo, la sua preferita. «So a memoria gli inediti che canta nel cd», dice. «Doveva vincere lei». Una scuola, una trasmissione, ma anche una gara con le tifoserie schierate come Montecchi e Capuleti e in mezzo, Maria De Filippi, la preside inflessibile e materna che non disdegna di sollevare qualche rissa anche tra professori. Certo non c’è niente di più lontano dalle logiche radical chic, ma se i politologi volessero capire i motivi dell’ultima rivoluzione elettorale forse è proprio qui che dovrebbero cercare, tra questa generazione di ragazzi nati senza speranza e senza camicia che sognano una possibilità e una maglietta bianca o blu che vesta il loro talento e il loro merito.

fonte: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/spettacoli/200804articoli/32070girata.asp

Bagno di folla per Amici Aprile 21, 2008

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“Che ne sarà di noi?” Era il titolo di un recente film italiano dal forte sapore adolescenziale. Ma è anche la domanda che, verosimilmente, si pongono i ragazzi (adolescenti o poco più) che hanno calcato il palco dell’edizione appena conclusa di “Amici”. I protagonisti (nel bene e nel male, con tanto o poco talento) si sono concessi l’ultimo, grande bagno di folla a Roma, lo scorso sabato, in una piazza del popolo inondata da orde di ragazzine inferocite: un modo, forse per testare la bravura dei concorrenti dal vivo. Un pubblico oceanico di oltre 80 mila persone si é riversata a vedere il gruppo formato dai 14 ragazzi della fase finale, che si sono esibiti in ballo, canto e recitazione. L’evento, che ha visto eccezionalmente sul palco anche la partecipazione di Maria De Filippi, ha registrato un ascolto eccezionale: 32.34% di share pari a 4 milioni 272 mila spettatori.
A trarre i primi vantaggi dal successo è il vincitore Marco Carta, il cui sbarco a Cagliari è stato monitorato per tutta la giornata da una troupe televisiva. L’aeroporto di Elmas è stato letteralmente preso d’assalto dai fan isolani del cantante, ma Marco non ha potuto festeggiare ufficialmente il suo trionfo con tutti i fan della sua terra, per un veto della produzione inerente ai diritti sulla sua immagine. Mentre divampa la polemica tra i convinti sostenitori del talento canoro del giovane sardo e coloro secondo cui il ragazzo non sa cantare, sembra che ben tre case discografiche si contendono l’appalto per produrre il suo primo disco.

80.000 IN PIAZZA A ROMA Dopo la grande festa di mercoledì sera, dopo il successo di Marco Carta nella edizione 2008 di “Amici”, il talent show condotto da Maria De Filippi, i ragazzi della scuola televisiva più famosa d’Italia si sono ritrovati sabato in Piazza del Popolo a Roma: in 80.000 in delirio, con Maria De Filippi stupefatta da tanto entusiasmo. Lo spettacolo è stato ripreso in diretta da Canale 5. I quattordici ragazzi che avevano avuto accesso alle fase finale del programma, si sono esibiti in un grande spettacolo fatto di musica, danza e recitazione. Ad aprire la kermesse Maria De Filippi, che ha introdotto sul palco Marco Carta, vincitore di questa settima edizione, i suoi compagni di scuola, i professori e i ballerini professionisti di «Amici». Il prossimo appuntamento televisivo con l’”Accademia dello spettacolo” di Cinecittà è per lunedì con “Il diario di Amici”. Luca Zanforlin, autore del programma, ripercorrerà attraverso filmati e interviste ai protagonisti la storia di questa settima edizione.

GLI ASCOLTO IN TV In day time boom di ascolti per «I quattro finalisti di Amici»: la diretta del concerto di ieri in Piazza del Popolo è stata seguita da 4.272.000 telespettatori totali con una share del 34.25% sul target commerciale.

GRAZIA SE NE VA? La conclusione del programma non ha smorzato la bufera delle polemiche. A soffiare sul fuoco ha pensato Grazia Di Michele, che ha manifestato in maniera palese l’intenzione di abbandonare la scuola. Chi gli è vicino racconta di come la vittoria di Marco Carta l’abbia in qualche modo infastidita, per non dire di peggio. Chi conosce la trasmissione sa che proprio il giovane cantante sardo era stato espulso, su proposta della Di Michele, dalla scuola, perché “indolente e indisciplinato”. Una decisione che i professori presero all’unanimità, o quasi. Il “quasi” porta il nome di Luca Jurman, il maestro che alla fine è risultato il vero, autentico vincitore del programma. Ma proprio sul palco di Piazza del Popolo, complice Maria De Filippi, il ragazzo ha abbracciato l’insegnante: pace vera?

E LA CELENTANO… Altra vincitrice del programma, Alessandra Celentano, che pure per tutta la stagione si è scontrata duramente con gli altri insegnanti diballo: Garrison, Steve a Maura. Alla nipote del grande Adriano sono andati, in diretta televisiva, mercoledì scorso, gli elogi incondizionati di Carla Fracci e quelli della giornalista Maria Volpe che, a nome di tutti i colleghi presenti negli studi di Cinecittà, hanno assegnato il premio “qualità” (una borsa di studio da 50 mila euro) a Francesco, cioè al ballerino pupillo della Celentano. Ora Garrison & C., pur non meditando l’addio come la Di Michele, vogliono che sia Maria De Filippi a ricomporre i cocci.

fonte: http://www.leggonline.it/articolo.php?id=7943

Intervista a Luca Jurman Aprile 21, 2008

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Antonio Lodetti per Il Giornale intervista “il personaggio” dell’ultima edizione di Amici di Maria De Filippi (voto: 8) e ne traccia un profilo: “Chi è in realtà Luca Jurman? Il cantante soul di culto che ha tra i suoi santini Ray Charles e B.B. King? Il direttore musicale e maestro vocale di Ramazzotti o della Pausini nel tour mondiale del 2001? Oppure l’inflessibile professore (lui ha coniato il termine oggi di moda «vocal coach») di canto dei gagliardi giovincelli di Amici? Mr Jurman è una specie di Jekyll e Hyde che si completa nella poliedricità. Invero è un artista soul jazz, un body guard della voce per alcune popstar, ma ha raggiunto la fama con la effe maiuscola per aver difeso, recuperato dall’eliminazione e portato alla vittoria il ribelle Marco Carta nello show di Maria De Filippi (8). Una scelta vincente e rischiosa, visto che premia un peperino dall’immagine un po’ troppo provocatoria. «Contro Marco c’è stata un fortissima strumentalizzazione - puntualizza Jurman - io non faccio polemica, e capisco l’esigenza di scontri verbali in uno show come Amici. Però Marco è stato attaccato con violenza senza cercare di capirlo; è cresciuto in un piccolo borgo sardo, senza genitori, e ha avuto difficoltà a relazionarsi con gli altri. Ma ha grande cuore e una bontà infinita». Ma questo forse non basta per diventare cantanti. «Ha capito la durezza dei miei metodi e li ha seguiti con serietà. Sa cosa mi ha colpito di Amici? Quando io studiavo, se parlavano i professori non volava una mosca; qui ad ogni nostra critica saltava per aria lo studio. Qualcuno pensava di trovarsi ad un karaoke». E invece? «Invece noi puntiamo a creare artisti. Marco ha fatto solo un primo passo, ha una grande musicalità da esplorare e da tirar fuori, dovrà lavorare per anni. Aiutarlo è il mio compito, come ho fatto con tanti, come Alex Baroni. Spero di produrre un disco di Marco, ma con calma, senza bruciarlo, anche Maria De Filippi ha molto a cuore il ragazzo e ci sta molto attenta». Quindi Amici è un’esperienza positiva. «All’inizio ero scettico perché venivo dalla musica pura, ma ho visto con stupore che i ragazzi si avvicinavano con entusiasmo alle mie tecniche. Non avrei mai pensato di trovarmi così bene con Maria e il suo staff».
E poi, parliamoci chiaro, questo successo giova a Jurman come solista. Domenica scorsa ha suonato al Blue Note di Milano preso d’assalto dai giovani fan; ieri replica con locale blindato, e la prossima domenica si prevede lo stesso film. Se l’aspettava? «Sono sbalordito. Ai miei concerti ho sempre visto 30-40enni, ora è pieno di 18-20enni e, a parte la soddisfazione personale, sono felice che vengano ad ascoltare il soul». E Amici lo rifarà? «Lo rifarei ma mi ha portato via tanto tempo. Avrei bisogno di aiuto per le audizioni, però mi spiacerebbe smettere. Ma ho la mia scuola di canto che incombe. Dedico all’insegnamento la maggior parte del tempo; in giro per il mondo ho approntato un metodo nuovo, con l’aiuto anche di otorini e medici specialisti. Faccio corsi professionali per cantanti jazz, soul, pop, anche lirica, coristi. Anche corsi individuali. Per fortuna la scuola funziona molto bene».
E poi lui non rinuncia a salire sul palco. «Soprattutto ora, canto rendendo omaggio ai miei maestri, da Billie Holiday a Ray Charles passando per Charlie Parker. Mostri irraggiungibili; infatti non sono mai soddisfatto di ciò che canto, anzi, mi fa schifo perché sono un perfezionista. Per iniziare un po’ di talento ci vuole, ma poi bisogna studiare senza mai smettere». E lei ha studiato tanto? «Ero un bambino prodigio al pianoforte, poi ho studiato jazz con Sante Palumbo. A militare però mi feci male ad una mano, così cambiai strada e presi a lavorare sulla voce. E ancora oggi studio; ora imparo la tromba, ma non mi sentirete suonarla finché non sarò come Chet Baker». Intanto il suo singolo Nera (il video è girato da Muccino) va forte e Jurman sta preparando un nuovo cd. «Sto scrivendo i brani, e poi farò un album dal vivo con big band». Ma non riposa mai? «Sabato son partito da Roma, ieri ho suonato a Milano, oggi torno a Roma. Sono anni che non faccio vacanze. Almeno l’anno scorso son riuscito a scappare qualche ora ogni tanto per sciare»”.
Su Leggo un’analogia tra il programma di Maria De Filippi e quello di Antonella Clerici (6,5) Ti lascio una canzone (6,5): “Sabato sera ci siamo imbattuti casualmente in Ti lascio una canzone, il programma che da tre settimane Antonella Clerici conduce su RaiUno. Altrettanto casualmente, nel primo pomeriggio avevamo visto gli 80.000 giovanissimi festanti in Piazza del Popolo, a Roma, andare in delirio per i protagonisti di Amici, osannati e omaggiati da Maria De Filippi. Sul palco, accanto alle signore della tv, tanti cantanti: i minorenni di Antonella e i ragazzi di Maria. Tutti conoscono i bianchi e i blu di Amici (Marco, Roberta, Pasqualino, ecc.), sono ancora pochi quelli che sono rimasti (come noi) sbalorditi per le esibizioni di Simona, Andrea e gli altri coetanei. Roba da far arrossire i professori della De Filippi, che si sono dannati l’anima per mesi nell’addestrare giovani comunque destinati a brillare per qualche settimana. Se tutto va bene, troveranno riparo nei tour appositamente allestiti da ’santa’ Maria. Dall’altra parte, quella generazione che arriva dopo lo Zecchino d’oro e che propone voci “sconvolgenti”. Ascoltare Simona, undici anni (sì, undici), intonare le canzoni di Roberto Murolo ha portato a continue standing ovation al teatro Ariston (sì, Ariston) di Sanremo. Insomma, i bambini di Antonella surclassano i ragazzi di Maria, ma della ’scuola’ di RaiUno forse non parlerà nessuno, visto che non c’è stata nemmeno una parolaccia, né un battibecco tra giurati. Per fortuna ci sono gli ascolti: la trasmissione cresce di puntata in puntata (l’ultima ha fatto il 24,17% di share e 4.654.000 spettatori, soltanto due punti percentuali in meno della Corrida). C’è ancora chi sa apprezzare la ‘bella’ televisione, buon segno”.

fonte: http://realityshow.blogosfere.it

Maria de Filippi parla del successo di Amici Aprile 21, 2008

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Terminata con immensa soddisfazione la settima edizione di Amici, Maria De Filippi si toglie qualche sassolino dalla scarpa e fa le prime indiscrezioni sulla prossima edizione, per la quale tra poco si apriranno i casting.

Gli ascolti della finalissima di mercoledì non hanno certo tradito le aspettative: con 7.187.000 e il 35,38% di share non solo ha doppiato il match Inter-Lazio su Raiuno, ma ha migliorato di un milione gli ascolti della finale 2007, che raccolse 6.684.000 spettatori (pur registrando uno share più alto, 37,94%, dovuto però a quasi un’ora di trasmissione in più). Il picco della serata finale si è avuto praticamente in apertura, intorno alle 21.40 quando a seguire le gesta dei primi due sfidanti (Pasqualino e Francesco) si sono ritrovati 9 milioni e mezzo di spettatori: un dato da Mondiali di calcio. Impressionanti anche i dati del televoto, anche se leggermente inferiori a quelli dell’anno scorso (anche qui un’ora di trasmissione in meno si fa sentire): oltre due milioni quelli arrivati durante la finale (contro i due milioni e mezzo della finale 2007) di cui il 59% a favore di Marco Carta, il vincitore della settima edizione di Amici.

Spenti i riflettori del megastudio di Cinecittà, Maria De Filippi si è concessa un piccolo sfogo, giusto per ribadire la qualità del suo programma e il ruolo anche culturale che sta ricoprendo presso i giovanissimi, tornati - per amore del reality - alla lettura, all’acquisto dei cd e al teatro. “Amici - ha detto Maria - è l’unica trasmissione che ha dato spazio ai giovani, che ora lavorano in musical e realtà tutt’altro che prodotte solo da me: basti pensare ai sette ragazzi presi da Cocciante per Romeo e Giulietta o a quelli che lavoreranno ad Hair con la direzione musicale di Elisa. Siamo una cosa seria, un serbatoio di talenti che lavorano anche dopo essere passati di qui, ha creato lavoro e avvicinato un nuovo pubblico al teatro. Una cosa impensabile solo qualche anno fa”. Non manca di ritornare sulla polemica avanzata da Baudo durante il Festival di Sanremo (di cui potete rileggere qui): “Non sono d’accordo con quanto disse Baudo a Sanremo. Ricordo le sue parole, Da Amici non è uscito nulla. Vada a teatro a vedere A un passo dal sogno con alcuni dei ragazzi della passata stagione e conti i biglietti staccati. Poi ne riparliamo”.

Rivendica con orgoglio i dati di vendita della produzione multimediale legata alla trasmissione, ricordando che il nuovo libro di Chicco Sfondrini e Luca Zanforlin, Fra Il Cuore e Le Stelle, ha venduto 170.000 copie, che il nuovo cd di Amici, Ti Brucia, è primo nella classifica delle compilation, che i musical a teatro - da A un Passo dal Sogno a Io Ballo - fanno il tutto esaurito. Al di là degli introiti e del successo di pubblico, Maria De Filippi evidenzia il ruolo culturale che tale successo comporta perché “se si entra a comprare il libro o il cd di Amici, magari si guarda anche lo scaffale accanto”, così come, provata l’emozione di uno spettacolo dal vivo a teatro, i ragazzi possono scegliere di diventarne assidui frequentatori.
Su questo non possiamo non essere d’accordo con lei: il successo della trasmissione si riverbera anche sull’industria “culturale”, un po’ come avveniva - e continua ad avvenire - con i grandi sceneggiati della Rai che spingevano in alto le vendite dei grandi classici letterari dai cui venivano tratti.

Adesso si pensa già alla prossima edizione: tra poco partiranno i casting per l’ottava edizione in programma per l’autunno e non appena si conosceranno i dettagli ve ne daremo notizia. Tra le novità del prossimo anno il possibile spostamento del pomeridiano settimanale dal sabato alla domenica pomeriggio, durante Buona Domenica. Data la nostra personale idiosincrasia con il contenitore domenicale, speriamo che Canale 5 ci ripensi, ma è ancora presto per protestare. Intanto Maria conferma di non avere intenzione di condurre Buona Domenica, mentre rinnova l’appuntamento autunnale con C’è Posta Per Te, sempre al sabato per nove settimane. Sull’ipotesi di scontrarsi con Raffaella Carrà alla guida di una nuova edizione di Carramba che Fortuna! nel sabato di RaiUno, Maria dichiara che “sarà un grande onore sfidare Raffaella e se mi batterà non ci rimarrò male”.
Ma i piani della De Filippi per il futuro sono straordinariamente ricchi di appuntamenti: in cantiere uno show in due puntate con Gianni Morandi, Giorgio Panariello e Sabrina Ferilli (amica e coproduttrice di Io ballo) nonché la supervisione di una fiction ispirata alla trasmissione e curata dalla Taodue di Pietro Valsecchi. Insomma, la Signora della Tv non conosce sosta.

fonte: http://www.televisionando.it/

Il dopo Amici Aprile 21, 2008

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L’onda di Amici pare non arrestarsi mai. Un’ulteriore conferma di come Canale 5 non voglia liberarsene così facilmente è lo spettacolo live, trasmesso da Piazza del popolo a Roma, dello scorso sabato. Una folla oceanica di oltre 80 mila persone si é riversata a vedere il gruppo formato dai 14 ragazzi della fase finale, che si sono esibiti in ballo, canto e recitazione. L’evento, che ha visto eccezionalmente sul palco anche la partecipazione di Maria De Filippi, ha registrato un ascolto eccezionale: 32.34% di share pari a 4 milioni 272 mila spettatori, con il sorpasso di 25 punti percentuali sul competitor di Raidue Scalo 76, che ha ottenuto il 5.62%

Dilaga l’Amici Mania, che coinvolge pubblici trasversali di tutte le età (come avete potuto appurare dall’impeccabile analisi del nostro Hit). A beneficiare di questo clamoroso fenomeno è il vincitore Marco Carta, il cui sbarco a Cagliari avvenuto ieri è stato monitorato per tutta la giornata da una troupe televisiva. L’aeroporto di Elmas è stato letteralmente preso d’assalto, ma Marco non ha potuto festeggiare ufficialmente il suo trionfo con tutti i fans della sua terra, per un veto della produzione inerente ai diritti sulla sua immagine. E’ stato comunicato, intanto, che ben tre case discografiche si contendono l’appalto per produrre il cantante sardo.

Peccato che qualche polemica continui a offuscare i meriti della sua vittoria. I detrattori di Marco Carta ritengono che non sappia cantare e che il suo talento sarebbe un bluff. Nonostante l’abbraccio di riappacificazione tra l’allievo e Grazia di Michele, avvenuto nella puntata di sabato, la professoressa ha ribadito al Sorrisi e canzoni che per essere premiati non basta un bel timbro. Dal canto suo, Alberto D’Amico, critico televisivo di Tgcom, si dichiara perplesso sulle reali possibilità professionali offerte dalla trasmissione, denunciandone il carattere volatile:

“Un nuovo futuro disoccupato si sta affacciando all’universo asfittico (causa sovrappopolazione) e caracollante del mondo dello spettacolo. L’ex parrucchiere sardo che ha fatto della demonizzazione dei sui concorrenti il punto forte della sua politica, ha vinto Amici. Sicuramente ora crederà di diventare il nuovo Tiziano Ferro della musica italiana. Invece, con altissime probabilità, finirà per far parte di un carrozzone in salsa musical che girerà le cittadine italiane finchè ancora la gente ricorderà il suo nome. Perché da bravi bulimici delle emozioni i fans dei talent show sono capaci di darsi totalmente ai loro idoli di cartone per poi dimenticarsi poi di loro all’inizio di una nuova edizione. E loro, i beniamini posticci, illusi credono di potersi nutrire di questo affetto all’infinito come fossero veri divi dotati di talento e personalità”.

Che ne sarà, insomma, del dopo-Amici, posto che la macchina da guerra targata Fascino sta per oliare gli ingranaggi della prossima edizione? Per ora c’è molta incertezza sulla commissione dell’anno scolastico a venire, che potrebbe subire defezioni e sostituzioni.

Grazia di Michele ha annunciato di pensare di andarsene, per lo scarso rispetto mostrato nei suoi confronti da parte di alcuni concorrenti di quest’anno. Luca Jurman, che ha smesso di fare il pendolare tra Roma e Milano e si è diviso tutto l’anno tra la sua scuola di canto, i concerti al Blue Note e la sala d’incisione (a giugno uscirà il suo nuovo album, che vedrebbe collaborare anche Marco), ha detto di dover valutare pro e contro, visto che un’esperienza simile, seppur stimolante, gli sottrae molto tempo.

Gli altri colleghi, al contrario, sono pronti a salire in cattedra, come riportato sul Sorrisi. Alessandra Celentano ne approfitta per fare la mogliettina a tempo pieno del suo Angelo Trementozzi, il manager che ha sposato lo scorso settembre, e spera di diventare presto mamma. Garrison e Steve La Chance ricominciano a girare l’Italia con il loro stage di danza, mentre Maura Paparo è ancora impegnata con il tour del musical A un passo dal sogno.

Per chi già ha nostalgia della scuola di Cinecittà e vuole rivivere i momenti salienti di quest’edizione, da quest’oggi fino a fine aprile Canale 5 trasmette l’Album di Amici, ai cui numeri il daytime non riesce proprio a rinunciare.

fonte: tvblog.it

Marco Carta è il vincitore di Amici 7 Aprile 21, 2008

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(Marco) Carta Canta: Amici lo vince il metodo Jurman. Il vincitore della settima edizione di Amici è un bellissimo rapporto, toccante e sorprendentemente sincero. Nato a dispetto dei giochi autoriali e dei favoritismi didattici. E’ il rapporto tra un professore, severo ma dall’occhio lungo, e del suo allievo, indisciplinato ma con un gran talento naturale. Il maestro ha creduto in lui e ha trasformato un ragazzetto senza né arte né parte in un cantante da brividi (basti ripercorrere le sue grandi performance della finale ).

Amici 7 premia la dote innata, ma soprattutto il miglioramento, il genio e sregolatezza ma anche il duro lavoro per fare di una qualità “in potenza” un atto artistico. Marco Carta (che porta a casa 300.000 euro e uno stage a New York) e Luca Jurman sono i due vincitori a pari merito di Amici, visto che sono riusciti a oscurare le facili certezze degli storici prof di canto, le manie di onnipotenza della Celentano, le faccette di Susy e la tracotanza dei suoi colleghi bianchi.

Una vittoria esemplare, anche se a suo modo Marco incarnava l’idolo delle ragazzine un po’ scemotto, che gioca a fare vedere il tricipite e si gasa per il tifo da stadio. Quello che va a suo favore è l’ingenuità di fondo con cui ha vissuto tutto questo, senza malizia né arroganza, rispettando profondamente il più maturo mentore. Del timbro di Marco, parrucchiere sardo cresciuto senza genitori e con un sorriso travolgente, non ci dimenticheremo tanto facilmente… Idem per l’eleganza del ballerino Francesco Mariottini, altro blu a meritarsi un riconoscimento: la prestigiosa borsa di studio di 50.000 euro affidata dalla stampa.

fonte: tvblog.it

Le ragioni del successo Aprile 21, 2008

Posted by kamaleonticart in News.
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Anche la settima edizione di Amici si è chiusa. Anche quest’anno molti, tutti, si sono chiesti le ragioni di tanto successo. I motivi sono tanti e in questa breve sede analitica proveremo a sviscerarli uno ad uno. Amici è innanzitutto un’espressione televisiva modernamente istituzionale che riesce a raccogliere le famiglie quasi nella loro interezza. Perla rara sociale, figurarsi mediatica.

Negli anni il crescente successo è determinato dalla coltivazione di due poli contrapposti: quello di una superficialità leggera e priva di contenuto (così commerciale, così popolare) tipica di un certo modo di fare talk e reality insieme alle emozioni che nascono dalla natura acerba e per lo più convincente dei suoi protagonisti. Il talento immerso nel reality, esposto ma non imposto nei mesi del daytime emerge per volere pilotato dal suo pubblico, che porta avanti con poca intermediazione i personaggi più amati, anche se non sempre i più bravi.

La malleabilità del format permette un continuo rinnovamento bilanciato sui mutevoli gusti del pubblico giovanile, creando nel tempo punti di forza inossidabili come l’opposizione urlata dal gusto tutto calcistico delle due squadre in continua opposizione, non solo competitiva (la classifica, i capi squadra, le scelte di posizionamento oppositivo delle squadre del daytime) ma soprattutto umana. L’affezione per i personaggi e il gusto delle buone esibizioni aprono la strada a coloro che oggi difficilmente e con scarso successo potrebbero cavalcare un palco in uno show televisivo: i già professionisti del ballo veicolati dalla massima libertà dei loro coreografi (e maestri). Il cattivo tempo di “Amici” diventa condizione necessaria per valorizzare temporaneamente l’immagine di uno sconosciuto e mostrare l’eccellenza dei suoi ballerini.

Come nello sport, le partite non sono sempre ben giocate e ad onor del vero, alcune volte non ci si diverte per nulla. Questo accade anche quando le vittorie diventano prevedibili: ma è il sentimento che guida, l’affetto acefalo che fidelizza, porta ad una totale immedesimazione partecipativa anche quando le mille prove consecutive preparate industrialmente dai ragazzi appiattiscono lo show fino al disatteso ma non percepito grafico piatto.

Amici” è un palazzo in continua costruzione fatto di tanti mattoni che come in un vecchio gioco di legno possono essere tolti e riposizionati senza che nulla crolli. In “Amici” c’è una conduzione finemente sobria, percorsi intrisi di amabile e odiabile caciara, i professori che ogni studente o ex studente vorrebbe avere e che non ha mai avuto ma anche no, un percorso in cui ragazzi normali con doti potenziali diventano personaggi caratterizzati e molto reattivi, netti. Quindi facilmente idolatrati o odiati.

Amici è un bicchiere metà pieno di preziosa acqua e metà vuoto, una luna con due facce in contrasto luminoso e perfettamente integrate. Puoi vedere tutto chiaro o tutto nero, ma alla fine la osservi perchè quel totale ti sta parlando. Con tutti i suoi molteplici sotto testi.

fonte: tvblog.it