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Intervista a Luca Jurman Aprile 21, 2008

Posted by kamaleonticart in News.
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Antonio Lodetti per Il Giornale intervista “il personaggio” dell’ultima edizione di Amici di Maria De Filippi (voto: 8) e ne traccia un profilo: “Chi è in realtà Luca Jurman? Il cantante soul di culto che ha tra i suoi santini Ray Charles e B.B. King? Il direttore musicale e maestro vocale di Ramazzotti o della Pausini nel tour mondiale del 2001? Oppure l’inflessibile professore (lui ha coniato il termine oggi di moda «vocal coach») di canto dei gagliardi giovincelli di Amici? Mr Jurman è una specie di Jekyll e Hyde che si completa nella poliedricità. Invero è un artista soul jazz, un body guard della voce per alcune popstar, ma ha raggiunto la fama con la effe maiuscola per aver difeso, recuperato dall’eliminazione e portato alla vittoria il ribelle Marco Carta nello show di Maria De Filippi (8). Una scelta vincente e rischiosa, visto che premia un peperino dall’immagine un po’ troppo provocatoria. «Contro Marco c’è stata un fortissima strumentalizzazione - puntualizza Jurman - io non faccio polemica, e capisco l’esigenza di scontri verbali in uno show come Amici. Però Marco è stato attaccato con violenza senza cercare di capirlo; è cresciuto in un piccolo borgo sardo, senza genitori, e ha avuto difficoltà a relazionarsi con gli altri. Ma ha grande cuore e una bontà infinita». Ma questo forse non basta per diventare cantanti. «Ha capito la durezza dei miei metodi e li ha seguiti con serietà. Sa cosa mi ha colpito di Amici? Quando io studiavo, se parlavano i professori non volava una mosca; qui ad ogni nostra critica saltava per aria lo studio. Qualcuno pensava di trovarsi ad un karaoke». E invece? «Invece noi puntiamo a creare artisti. Marco ha fatto solo un primo passo, ha una grande musicalità da esplorare e da tirar fuori, dovrà lavorare per anni. Aiutarlo è il mio compito, come ho fatto con tanti, come Alex Baroni. Spero di produrre un disco di Marco, ma con calma, senza bruciarlo, anche Maria De Filippi ha molto a cuore il ragazzo e ci sta molto attenta». Quindi Amici è un’esperienza positiva. «All’inizio ero scettico perché venivo dalla musica pura, ma ho visto con stupore che i ragazzi si avvicinavano con entusiasmo alle mie tecniche. Non avrei mai pensato di trovarmi così bene con Maria e il suo staff».
E poi, parliamoci chiaro, questo successo giova a Jurman come solista. Domenica scorsa ha suonato al Blue Note di Milano preso d’assalto dai giovani fan; ieri replica con locale blindato, e la prossima domenica si prevede lo stesso film. Se l’aspettava? «Sono sbalordito. Ai miei concerti ho sempre visto 30-40enni, ora è pieno di 18-20enni e, a parte la soddisfazione personale, sono felice che vengano ad ascoltare il soul». E Amici lo rifarà? «Lo rifarei ma mi ha portato via tanto tempo. Avrei bisogno di aiuto per le audizioni, però mi spiacerebbe smettere. Ma ho la mia scuola di canto che incombe. Dedico all’insegnamento la maggior parte del tempo; in giro per il mondo ho approntato un metodo nuovo, con l’aiuto anche di otorini e medici specialisti. Faccio corsi professionali per cantanti jazz, soul, pop, anche lirica, coristi. Anche corsi individuali. Per fortuna la scuola funziona molto bene».
E poi lui non rinuncia a salire sul palco. «Soprattutto ora, canto rendendo omaggio ai miei maestri, da Billie Holiday a Ray Charles passando per Charlie Parker. Mostri irraggiungibili; infatti non sono mai soddisfatto di ciò che canto, anzi, mi fa schifo perché sono un perfezionista. Per iniziare un po’ di talento ci vuole, ma poi bisogna studiare senza mai smettere». E lei ha studiato tanto? «Ero un bambino prodigio al pianoforte, poi ho studiato jazz con Sante Palumbo. A militare però mi feci male ad una mano, così cambiai strada e presi a lavorare sulla voce. E ancora oggi studio; ora imparo la tromba, ma non mi sentirete suonarla finché non sarò come Chet Baker». Intanto il suo singolo Nera (il video è girato da Muccino) va forte e Jurman sta preparando un nuovo cd. «Sto scrivendo i brani, e poi farò un album dal vivo con big band». Ma non riposa mai? «Sabato son partito da Roma, ieri ho suonato a Milano, oggi torno a Roma. Sono anni che non faccio vacanze. Almeno l’anno scorso son riuscito a scappare qualche ora ogni tanto per sciare»”.
Su Leggo un’analogia tra il programma di Maria De Filippi e quello di Antonella Clerici (6,5) Ti lascio una canzone (6,5): “Sabato sera ci siamo imbattuti casualmente in Ti lascio una canzone, il programma che da tre settimane Antonella Clerici conduce su RaiUno. Altrettanto casualmente, nel primo pomeriggio avevamo visto gli 80.000 giovanissimi festanti in Piazza del Popolo, a Roma, andare in delirio per i protagonisti di Amici, osannati e omaggiati da Maria De Filippi. Sul palco, accanto alle signore della tv, tanti cantanti: i minorenni di Antonella e i ragazzi di Maria. Tutti conoscono i bianchi e i blu di Amici (Marco, Roberta, Pasqualino, ecc.), sono ancora pochi quelli che sono rimasti (come noi) sbalorditi per le esibizioni di Simona, Andrea e gli altri coetanei. Roba da far arrossire i professori della De Filippi, che si sono dannati l’anima per mesi nell’addestrare giovani comunque destinati a brillare per qualche settimana. Se tutto va bene, troveranno riparo nei tour appositamente allestiti da ’santa’ Maria. Dall’altra parte, quella generazione che arriva dopo lo Zecchino d’oro e che propone voci “sconvolgenti”. Ascoltare Simona, undici anni (sì, undici), intonare le canzoni di Roberto Murolo ha portato a continue standing ovation al teatro Ariston (sì, Ariston) di Sanremo. Insomma, i bambini di Antonella surclassano i ragazzi di Maria, ma della ’scuola’ di RaiUno forse non parlerà nessuno, visto che non c’è stata nemmeno una parolaccia, né un battibecco tra giurati. Per fortuna ci sono gli ascolti: la trasmissione cresce di puntata in puntata (l’ultima ha fatto il 24,17% di share e 4.654.000 spettatori, soltanto due punti percentuali in meno della Corrida). C’è ancora chi sa apprezzare la ‘bella’ televisione, buon segno”.

fonte: http://realityshow.blogosfere.it

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