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L’Italia di Maria de Filippi Maggio 3, 2008

Posted by kamaleonticart in News.
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Operai, commesse, precari. Il quarto stato contemporaneo ora che ha perso le bandiere rosse ha trovato il sol dell’avvenire in Maria De Filippi. Una donna del Nord che è diventata speranza di ogni Sud e dell’Italia profonda. Ogni periferia non è più patria del ribelle ma guarda le sue trasmissioni e sogna con lei. Lei che ritiene di saper ascoltare i giovani. Lei che annusa i cambiamenti della società orientandone gusti e mode. Lei che da rabdomante del piccolo schermo riesce a sintonizzarsi con gli umori del pubblico. In semplicità, senza ammiccare.
Con la serata finale di Amici ha tenuto incollati davanti allo schermo 7 milioni e mezzo di italiani. A Maria De Filippi va riconosciuto il merito di aver costruito un programma popolare e di aver dato un sogno possibile a milioni di ragazzi. L’accusano di spacciare illusioni, ma Bloody Mary non vende solo 15 minuti di celebrità. Piuttosto cavalca illusioni e ambizioni trasformando pezzi di vita in spettacolo. Fa accendere le luci intermittenti della popolarità in cambio della promessa (più o meno concreta) di posti di lavoro. Dell’accademia più famosa della tv è capobanda e ispiratrice. Quella che ci mette faccia e idee. Investe sul talento, dà spazio ai giovani e gioca sul meccanismo auto-identificativo dei telespettatori. Mette palco e microfono a disposizione di chi ci vuole provare e incassa all’istante punti di share. Se gli italiani preferiscono Amici al calcio significa che il successo del talent-show di Canale 5 è diventato un fenomeno di costume. Te ne accorgi quando due milioni di persone esprimono la loro preferenza con il telefonino. Ne hai la conferma perché a Roma 80000 persone accorrono in Piazza del Popolo e trasformano un torrido sabato pomeriggio in un delirio collettivo, un reality più vero del vero di folla e follia. Dell’esistenza di quest’Italia made Maria De Filippi non hai più dubbi quando vedi il giovane vincitore, Marco Carta, sardo ventiduenne di Pirri, voce scheggiata, e un’interpretazione di Rugantino con stonature e vocali massacrate da consegnare agli annali della Corrida, acclamato al suo ritorno a Cagliari da 8000 persone. Bloody Mary che di questo divismo di nuovo conio è artefice e protagonista di prima fila esalta la formula di Amici ma non dimentica di fare esercizio di realismo: “Apparire in una trasmissione non è un giro di boa per nessuno”. mariadefilippi_05.jpg
Icona pop, eroina contemporanea, la donna delle stelle appare come una via di mezzo tra Hillary Clinton e la tua compagna di classe che non sai se sia più timida o più snob. Modi spicci, a tratti ruvidi, entra e non saluta. Ma le maniche del maglioncino sulle mani dicono più dei silenzi e delle asprezze. Tra le pieghe affiorano insospettabili tenerezze e vaghe richieste di protezione. Come quelle ragazze che durante le feste aspettano solo qualcuno che le coinvolga e le inviti a ballare. Maria sa aspettare. Lascia fare. Ma appena fiuta la polemica, si butta dentro. Balla così così ma nessuna soffia sul fuoco delle polemiche come lei. Sembra distaccata ma è curiosa, l’avverti distante ma ha solo voglia di saperne di più. Dotata di un sesto senso televisivo, mescola registri e trasforma in ascolto tutto ciò che fa. Anche quest’anno che ha sfumato la vena sadica a vantaggio di una formula meno statica che ha portato nel programma un mood più mosso con sfide (anche all’interno del corpo docente), gag, tormentoni (Ti brucia), e personaggi da commedia dell’arte. C’è la cantautrice Grazia di Michele che invoca disciplina e concentrazione e il vocalist Luca Jurman che i più avvertiti divoratori di talent-show ricordano in Operacion Triunfo. Poi Fioretta Mari che sembra una governante anglosassone e Patrick Rossi Gastaldi che è un grande regista, e si vede. Mentre il maestro Beppe Vessicchio ascolta e riflette, Platinette fa l’opinionista-chioccia e ha il ciglio umido davanti a ogni esplosione di talento. Da puntata monografica di Blob la lotta continua tra il darwinismo apollineo di Alessandra Celentano per la quale la danza non è roba per cosce forti e la dionisiaca visione del coreografo Garrison, detto Tortellino, per cui lo stile è niente, il movimento è tutto.
Realtà e apparenza. Lacrime e sudore ma anche conflitti, amarezze, delusioni. La vita diventa sfida. La convivenza è una gara di sopravvivenza. La classifica, il tele-voto. Inciuci e divisioni. Competizione estrema e concorrenti sull’orlo di una crisi di nervi. Tutto sa di ordalia nel loft di Cinecittà. Gli esami non finiscono mai e la leggerezza diventa un lusso insostenibile. Si perde la dimensione dell’arte come gioco e conquista a vantaggio del successo come idealizzazione nevrotica. Il rischio per i ragazzi è di passare dal niente al tutto. Uscire dal cono d’ombra e da zero a dieci ritrovarsi a parlare e a muoversi come piccole star. A riportare tutti alla realtà, ci pensa Maria De Filippi. Stile minimal, asciutto, scabro. La regina di Mediaset ha inventato la conduzione per sottrazione. Lavoro a togliere. Se lo può permettere, dietro c’è un grande lavoro di squadra. Il ”preside” tutto rigoree&regolamento Chicco Sfondrini, il tessitor cortese Luca Zanforlin, gli autori, la redazione. Nulla è lasciato al caso. Così lei si limita a coordinare. Non prende il centro del palcoscenico. Si mette da una parte. Come fosse una del pubblico. Se in Uomini e donne si siede sugli scalini, in Amici si mette a lato del bancone dei professori, un po’ più in là. Non è un vezzo, ma una scelta. I protagonisti dello show sono i prof e i ragazzi. Sono loro lo spettacolo d’arte varia di questa accademia televisiva che ha dentro l’eccellenza e il trash, il campus americano e la festa degli sconosciuti di Ariccia, che si ispira a Saranno Famosi e non vuole essere solo un Grande Fratello per pischelli in cerca d’autore.
Adesso se ne è accorta anche l’intellighenzia. Sociologi, filosofi e osservatori del costume italiano sono concordi. Maria De Filippi ha fatto il miracolo. Ha recuperato alla scuola quelli che la scuola ufficiale aveva perso per strada. Ha spettacolarizzato l’insegnamento, umanizzato i docenti, proposto una via meritocratica al successo. Ci devi saper fare, il cognome non conta. Roberta, che è arrivata in finale, faceva la commessa all’Ikea, Cassandra cantava nei locali. C’è chi lavora e chi studia all’università. Tutti possono avere la possibilità di partecipare e vincere. L’importante è essere bravi, o riuscire a trasmettere emozioni. Come è riuscito a fare Marco Carta, il campione di questa edizione. Sfacciato, irriverente, monello. Sempre sull’ottovolante. Tra alti e bassi. Primo al tele-voto, fischiato in diretta. Il cantante sardo si sente un po’ Laura Pasini, un po’ Alex Baroni, un po’ Lucio Battisti ma la sua voce ricorda il Claudio Baglioni prima maniera, quando veniva chiamato Agonia.
Lampi di genio e tanta sregolatezza. Sul web si rincorrono giudizi e pareri diversi su Marco. Una specie di Cassano del pop. Con una storia di sofferenza e di riscatto alle spalle. Il ragazzo di Pirri ha perso subito entrambi i genitori, è cresciuto con la nonna e la zia. Ha fatto il parrucchiere ma non ha mai smesso di inseguire il suo sogno. Durante il programma ha litigato con la prof Grazia Di Michele ma ha trovato una sponda nell’allenatore vocale Luca Jurman. E’ stato cacciato e poi ripescato. Ha sbaragliato la concorrenza. Con la sua spontaneità ha avuto la meglio sulla serietà antipatizzante di Roberta, sul guasconismo da villaggio di Pasqualino e sulle armonie di linee e di comportamento di quel Ficus di Francesco. Adesso Marco, dopo aver ricevuto l’onore dell’imitazione di Fiorello e i soldi del premio (300.000 euro), se ne andrà in America. Intanto progetta di incidere un disco. Mentre la vulgata critica punta sul fatto che nessuno dei ragazzi usciti dalla scuola abbia mai sfondato - nessuno tranne Dennis che ha pubblicato due album, recitato da protagonista in Grease - il fenomeno Amici è una marea inarrestabile. Si auto-riproduce. Non è più solo una macchina da ascolti ma ha varcato i confini del successo televisivo per diventare disco d’oro, romanzo (Ad un passo dal sogno) e spettacolo musicale. Intanto arriva la notizia che Maurizio Costanzo e Enrico Vaime sono già al lavoro per portare al teatro un nuovo musical che si intitolerà Portamitanterose.it e andrà ad aggiungersi nel cartellone della Fascino a Footlose, Io ballo, e A un passo dal sogno.
Dopo gli speciali Amici spegne le luci, tornerà l’anno prossimo. A reggere e governare tutto ci sarà sempre lei, Maria De Filippi, nostra Signora dell’Auditel. Lei che ha creato un altrove post-ideologico. Lei che ha intercettato la voglia di emergere e la tensione esibizionista dei teenager del Belpaese e l’ha convogliata in un format in cui il successo si costruisce giorno dopo giorno con lo studio, la fatica e a disciplina. Di lei Roberto D’Agostino ha detto: ”Non ammicca e non blandisce, calibra tutto, è l’antiregola della tv. Mentre dei ragazzi nessuno si ricorderà, lei trionfa sempre”. Dopo aver innovato il linguaggio, non solo televisivo, e proposto un modello popolare con tocchi glamour (il ragazzotto con le sopracciglia disegnate e i capelli sparati e la ragazza acqua&sapone con french manicure e lucidalabbra), Bloody Mary ha rivoluzionato la vita di milioni di ragazzi mandando in sfida le loro ambizioni. A Piazza del Popolo le bandiere rosse non ci sono più ma resta sempre il sogno di un altro mondo possibile. Su quel palco c’è la speranza di una generazione che vuole avere una possibilità. Guarda Amici e crede che cambiare il mondo significa oggi ribellarsi all’anonimato e provarci. Liberarsi dal provincialismo delle illusioni vuol dire abbracciare l’idea di un Paese che premi il talento e il merito. E se non ci riesce la politica, ben venga la signora dei pischelli, Maria De Filippi. Il vero miracolo italiano.
fonte: http://www.iniziativa.info/index.php?option=com_content&task=view&id=3755&Itemid=52

Parla Michele Maddaloni Maggio 3, 2008

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Di Michele Maddaloni, partecipante alla seconda edizione di Amici di Maria De Filippi (voto: 8) - che nei primi mesi si chiamava ancora Saranno Famosi - si ricordano due momenti tra tutti: le discussioni tra Rossella Brescia e Steve La Chance (con quest’ultimo che lo riteneva il cocco dell’insegnante di danza classica: doveva ancora arrivare Alessandra Celentano…) e una puntata straordinaria in diretta nel bel mezzo di una settimana organizzata all’improvviso da Maria De Filippi ( 8) per smentire il fatto che lui, con l’espressione “prea, preissima” (studiata più volte con il labiale), volesse dar luogo ad un’offesa antisemita.
Ora Michele, di cui si erano perse le tracce (almeno in tv), torna a parlare dalle pagine di Star+Tv. E regala qualche rivelazione significativa: “L’anno di Amici fui inseguito dalle telecamere di Paparazzi, il programma di Enrico Papi. Ero con Alessia Fabiani, all’epoca fidanzata con il figlio di Alba Parietti e, dopo la messa in onda delle nostre immagini, successe il finimondo”. Cosa? “Maria De Filippi disse qualcosa da morire dalla vergogna. Durante la diretta, all’improvviso, affermò: “Michele, mi pare di averti visto con la Fabiani in tv. Sbaglio? Non me l’aspettavo proprio”.
Ecco un’altra affermazione-scoop: “Io e Maria Zaffino ci siamo lasciati un anno fa. Adesso sono single e non ho molto tempo per cercare l’anima gemella”. E un’amara constatazione: “Noi ballerini, negli ultimi due anni, facciamo molta fatica a trovare uno spazio in tv perchè stanno eliminando i corpi di ballo. Dopo la partecipazione a Buona Domenica presentata da Maurizio Costanzo molti di noi sono rimasti a casa”.
Per lui magre consolazioni: il debutto, lo scorso 12 aprile, nel musical Olbc-Oltre la barriera casse, in scena a Foligno (il ruolo è quello di un bodyguard che difende la regina del gossip - Fiordaliso - contro i paparazzi), e la partecipazione, in qualità di ballerino di danza classica, a Lo show più bello del mondo della Iena Gip, in onda su All Music.

fonte: http://realityshow.blogosfere.it

La sigla di Amici 2007/2008 Maggio 3, 2008

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L’album di Amici - 2 maggio 2008 Maggio 3, 2008

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L’album di Amici 8 - di dan c.

Continua la carellata nella scuola…
Marco ricorda con Luca l’incubo delle interrogazioni, quando il gingle chiamava lo sfigato di turno, l’incubo con cui tutti i ragazzi hanno dovuto misurarsi! In sala relax tutti gli allievi in attesa della sentenza, oggi a chi tocca?
Ai tre cantati maschietti, Marco improvvisa in mezz’ora un testo che parlerà di guerra e di persone che domani potrebbero non esserci più, la commissione ascolta con attenzione ma il suo “compito” non convince, insufficente, soprattutto per l’esecuzione troppo melodica, Pasqualino invece raccoglie il consenso degli insegnanti e un sonoro otto; Giuseppe ha un’esitazione e deve

ripetere la prova ma non conquista la sufficenza; la rivalità fra i ragazzi si manifesta anche nei loro giudizi sulle prove dei compagni e le critiche non si risparmiano, nonchè le contestazioni alle decisioni degli insegnanti.
E il momento dellle ballerine, Susy, Valentina e Alessandra devono improvvisare su un cubo una coreografia e per Garrison, a bocca aperta per lo stupore, non ci sono dubbi: Susy ha dato il meglio e ha fatto una buona ricerca, il cubo che le faceva tanta paura l’ha premiata e portata lontana.
Di nuovo Marco nella prova a cappella si cimenta in ” Città spietata” e ancora non accontenta Grazia…mentre Pasqualino in

“Cambio direzione” sembra fare meglio; e di nuovo Giuseppe in “Everything” da una buona prova di musicalità anche se la sufficenza è arrivata solo per Pasqualino.
Gli insegnanti fanno una piccola autocritica , forse, pensano, non hanno saputo spiegare bene ciò che volevano…
Dalla conversazione fra Luca e Marco emergono i primi cenni delle incomprensioni fra lui,i compagni e soprattutto gli insegnanti dai quali il futuro vincitore si allontanerà definitivamente più tardi, gli altri erano allievi modello mentre lui lasciava sempre a desiderare.

Giuseppe parla di sè, di come la sua attenzione alle lezioni faccia parte del suo carattere e non della voglia di mettersi in mostra, racconta come le interrogazioni gli abbiano creato problemi anche a scuola e lo abbiamo sempre messo in difficoltà, soprattutto perchè capisce di non riuscire a dimostrare quello che sa fare a causa dell’ansia che lo cattura e in sala relax , parlando con Marta, esprime la sua tristezza senza mezze misure e soprattutto la convinzione di non avere meritato l’insufficenza, i primi tempi sono stati duri ma Giuseppe , come sappiamo, avrà tutto il tempo di crescere e dimostrare il suo valore. Intanto i piccoli talenti crescono.
A lunedì con il seguito dell’Album di Amici

fonte: http://www.mariadefilippi.mediaset.it/amici/news/news_524.shtml